Carla Casazza/ 9 Marzo, 2020/ Corsi di scrittura/ 0 comments

Dopo le fasi preparatorie di cui abbiamo parlato nelle lezioni precedenti, finalmente possiamo dare inizio al lavoro più appassionante, la scrittura vera e propria.
Ma come strutturare il testo?
Se ti ricordi, qualche lezione fa, ho citato John Garnder che ne Il mestiere dello scrittore dichiara: «In quasi tutta la buona narrativa, la struttura base – pressoché inevitabile – della trama è: un personaggio principale vuole qualcosa, persegue il suo obbiettivo malgrado le opposizioni (compresi forse i suoi stessi dubbi) e così giunge ad una vittoria, ad una sconfitta o al niente di fatto».
Quindi la maggior parte delle storie si possono schematizzare come segue: un Protagonista vuole qualcosa, la realizzazione è ostacolata dall’Antagonista (che può essere anche l’inconscio dello stesso Protagonista). Attorno a essi ruotano altri Personaggi e accadono vari Eventi che condurranno all’Epilogo.
Ebbene, possiamo decidere di raccontare questa storia in due modi: secondo un nesso logico e temporale ordinando gli eventi nel susseguirsi di causa ed effetto (fabula) oppure creando un Intreccio che passi da un evento all’altro in modo non cronologico, muovendosi su più piani narrativi e utilizzando le tecniche del flashback, della proiezione e dell’anticipazione. Se scegliamo di usare la fabula, la voce narrante non potrà essere onnisciente, cioè non conoscerà la storia fino al suo Epilogo, ma la scoprirà via via che si svolgerà assieme ai lettori. In questo caso, quindi, oltre alla voce narrante in terza persona potremo usare anche una più diretta prima persona, e scrivere la storia sia al passato remoto, sia al presente.
Se invece scegliamo di usare la tecnica dell’intreccio, è evidente che la voce narrante deve essere a conoscenza della vicenda completa (altrimenti non sarebbero plausibili i “salti” temporali e i collegamenti degli eventi non cronologici). Deve essere un narratore onnisciente. E in questo caso sarà quasi d’obbligo (a meno che tu non sia un virtuoso della scrittura) usare la terza persona e il passato remoto.
Facciamo un esempio utilizzando ancora la storia di Macbeth. Abbiamo due Protagonisti – Macbeth e Banquo – che vogliono difendere la Scozia da irlandesi e norvegesi, ma la realizzazione del loro progetto è ostacolata dagli antagonisti, cioè l’ambizione di Macbeth e di sua moglie (quindi come vedi è lo stesso Protagonista che diviene Antagonista). Attorno a essi ruotano altri personaggi e si susseguono una serie di eventi che porteranno all’Epilogo.
Evento 1: Macbeth e Banquo vincono la battaglia e di ritorno incontrano le streghe
Evento 2: Le streghe fanno una profezia che viene immediatamente confermata dal messaggero del re
Evento 3: Macbeth manda una lettera alla moglie per informarla dell’accaduto
Evento 4: Lady Macbeth consiglia al marito di uccidere Malcolm
E così via fino alla morte di Macbeth e all’epilogo.
Se decidiamo di raccontare la storia col metodo della fabula, il narratore esporrà i fatti mettendo in successione cronologica gli eventi così come li ho elencato nell’esempio da 1 a 4 (e poi proseguirà per il resto della storia). Se invece optiamo per la tecnica dell’intreccio potremmo prendere il via dall’evento 4 – Lady Macbeth consiglia al marito di uccidere Malcolm – e mentre pianificano l’omicidio, grazie ad alcuni flashback, raccontare gli eventi 1, 2 e 3 anche non in quest’ordine.
Per facilitarti il lavoro, l’importante è che utilizzando il Soggetto suddividi la storia in un certo numero di eventi (che puoi anche indicare con una numerazione cronologica come ho fatto nell’esempio qui sopra).
Sta a te poi trovare la maniera più coinvolgente per combinarli. Infatti conoscere le tecniche di scrittura è importante ma altrettanto lo è la magia che sappiamo infondere nelle nostre storie e la capacità di catturare i lettori fino all’ultima riga.

«Ogni romanzo ha un punto d’equilibrio – il numero giusto di personaggi, il numero giusto di eventi – in cui raggiunge una complessità realistica senza che il lettore debba ricorrere a post-it di colori diversi per non perdere il filo della trama» (Howard Mittelmark e Sandra Newman, Come non scrivere un romanzo)

Hai deciso se userai la tecnica della fabula oppure quella dell’intreccio? Raccontamelo nei commenti.

(Photo by Glenn Carstens-Peters on Unsplash)

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