Lavoro nella comunicazione da 25 anni. Ho cominciato come pubblicista free lance collaborando con un giornale della mia città.
A quel tempo (sembrano passati secoli) scrivevo gli articoli con l’Olivetti elettrica, li mettevo in una busta, inforcavo la bicicletta e li consegnavo in redazione. In seguito sono passata al pc, ma inforcavo ancora la bicicletta e consegnavo il floppy disk. Poi finalmente l’era di Internet e delle mail ha reso tutto più veloce.
Sono passata dalle campagne di comunicazione in cui si giocavano i numeri migliori durante le conferenze stampa, al social media marketing di oggi. Dalla pianificazione degli acquisti delle “civette” sui quotidiani a quella delle ADS di Facebook e Instagram.
Perché ti racconto tutto questo? Non certo per svelarti la mia età – che evidentemente appartiene agli “anta” – ma per darti l’idea della rivoluzione enorme che ha vissuto la comunicazione in due decenni e qualche spicciolo.
Di natura amo essere sempre aggiornata sui nuovi strumenti di lavoro: li sperimento e se mi convincono li adotto. Non mi fossilizzo in procedure standard “perché si è sempre fatto così”, provo strade nuove.
Questo mi ha aiutato molto nella mia professione perché nella comunicazione (come del resto nella vita) chi si fossilizza rimane indietro.
L’era di Internet – come ho detto prima – ha velocizzato tutto, ma sono grata di avere mosso i primi passi professionali in una “era” precedente, perché grazie a questo ho avuto e ho tuttora un punto di vista e un approccio al lavoro più ampio e ricco di sfumature. Soprattutto ho imparato che la comunicazione non è una scienza esatta. Puoi seguire protocolli, indicazioni, strategie codificate, ma se non ci metti creatività ed empatia non otterrai grandi risultati. E ancora di più se non ci metti il tuo carattere e la personalità, mediati con quelli del cliente nel caso che tu stia comunicando per conto di qualcun’altro.
Perciò il mio modo di comunicare ha radici nelle parole e nei modi della dimensione analogica e ritmi e stili di quella digitale. Come ho scritto nella prefazione, la comunicazione efficace – a mio avviso – è quella che ti viene più spontanea, senza farti troppo condizionare dalle ricette preconfezionate e dai consigli dei guru. Che vanno certo presi in considerazione, vista la loro esperienza e gli innegabili risultati, ma senza forzature e adattandoli al proprio modo di essere. Come ho fatto io in tutti questi anni, trovando il mio tono di voce e i modi che più mi si addicono. Se cerchi sensazionalismi, aggressività, e altre tecniche mediatiche invasive questo corso non fa per te.
La mia è una comunicazione discreta, educata, pacata, ma incisiva. Potrei definirla una comunicazione sottovoce. Di natura sono introversa. Amo il silenzio, starmene per conto mio. Non mi piace la folla, la confusione, essere al centro dell’attenzione. Non amo farmi fotografare e ancora meno registrare video o story in cui sono la protagonista. Eppure la mia comunicazione è efficace. Non è necessario omologarsi a quello che fanno la maggior parte delle persone. Se si crede in ciò che si comunica, troveremo il modo per trasmettere la nostra convinzione agli altri.
Quello che ti insegno è frutto della mia esperienza. Si tratta di tecniche, strategie, modi di procedere che seguo nella mia attività professionale. Non ho pretese di essere una “guru” o una super esperta della materia. Semplicemente ti racconto ciò che ho imparato in 25 anni di carriera e che giorno dopo giorno metto in pratica. Forse conosci già alcune nozioni che ti offrirò in questo corso, ma, avendolo pensato anche per persone che muovono i primi passi nella rete, non ho voluto dare per scontata nessuna informazione.
E ora mettiamoci al lavoro.