Carla Casazza/ 10 Febbraio, 2020/ Corsi di scrittura/ 2 comments

Perché non lo definisco corso di scrittura creativa, come va tanto di moda?
Innanzitutto perché scrivere è di per sé un’azione creativa. Persino quando redigi il verbale della riunione di condominio o elabori una relazione per lavoro o per la scuola stai compiendo un atto creativo: di fronte al foglio bianco sei tu che scegli come combinare le parole e la punteggiatura, la successione dei concetti da esprimere, lo stile da usare.
In secondo luogo perché la creatività non si può insegnare: è un dono, una capacità. Se la possediamo possiamo coltivarla, migliorarla, accrescerla. Ma se non la possediamo potremo frequentare tutti i corsi che vorremo senza risultati apprezzabili.
Però si possono insegnare le regole, gli strumenti per mettere su carta in modo coinvolgente e accattivante storie, emozioni, pensieri. Si possono dare suggerimenti e consigli.
Terry Brooks in “A volte la magia funziona” – un libro sul suo modo di lavorare e sul suo percorso come scrittore che ti consiglio di leggere – dichiara: «Scrivere non è come giocare alla roulette. Pubblicare lo è, ma scrivere no. Scrivere è una tecnica. Si può impararla, e migliorarla. […] potete avere dentro di voi quello che occorre per essere uno scrittore oppure non averlo; o si nasce in un modo o non si nasce. Ma se avete tale dote, dovreste cercare di ridurre il rischio di scrivere qualcosa che non rispecchia il massimo delle vostre possibilità».

Se senti dire a qualche scrittore famoso che le storie gli sgorgano tra le dita e sul pc come se fossero loro a guidare la mano sulla tastiera, e che il libro praticamente “si scrive da solo”, prendile come affermazioni gigionesche per ammantarsi di un po’ di fascino in più. Forse questo gli accadrà durante la prima stesura, quando si butta giù una traccia – più o meno corposa e strutturata – di quello che sarà lo scheletro della storia preoccupandosi più dei contenuti che della forma. Ma dietro a un buon racconto o romanzo c’è soprattutto un gran lavoro di artigianato, di pazienza e distillazione.
La scrittura, come dicevo prima, è un atto creativo, ma allo stesso tempo è fatta di regole – grammaticali, sintattiche, narrative. Possiamo anche decidere di non rispettarne alcune, ma per sovvertirle, prima bisogna conoscerle e saperle applicare.

Non esiste un metodo di lavoro universale, adatto a tutti coloro che vogliono scrivere. Perciò in questo corso traccerò delle linee guida, darò dei consigli, insegnerò vari metodi di lavoro e tu potrai fare tuoi quelli che troverai più congeniali.
Alcuni dei suggerimenti che ti darò sono dettati dalla logica e dal buonsenso e quindi possono sembrare aleatori, ma è meglio non dare mai nulla per scontato, soprattutto se ci si accosta per la prima volta alla scrittura. Inoltre quando si tratta del proprio manoscritto, a cui abbiamo lavorato con dedizione e impegno, che è frutto della nostra fantasia e delle nostre emozioni, molti di noi rischiano di essere poco obiettivi, troppo indulgenti nei riguardi del frutto delle loro fatiche.
Non è che dopo questo corso diventerai uno scrittore, sarebbe scorretto farti una promessa del genere, ma mi auguro che avrai acquisito un metodo di lavoro e gli strumenti per affrontare la scrittura in modo non casuale.

(Photo by Aaron Burden on Unsplash)

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2 Comments

  1. Un’ulteriore riflessione:
    i corsi di scrittura creativa, di cui si parla almeno dagli anni 90, sono utili per smuovere la propria creatività attraverso lo strumento della scrittura, non sono necessariamente finalizzati al mestiere di scrittore.
    Scrittura narrativa mi sembra una definizione più professionale.
    Buon lavoro
    Beatrice

    1. Grazie! In effetti scrittura narrativa è più preciso, più circostanziato all’attività di raccontare storie.

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