Carla Casazza/ 17 Febbraio, 2020/ Corsi di scrittura/ 0 comments

Spesso usiamo i termini trama e storia come sinonimi, ma in realtà hanno significati diversi come spiega Alessandro Perisinotto in “Gli attrezzi del narratore”: «La storia è fatta sì di azioni, ma anche dei personaggi che le compiono, degli sfondi entro in quali si muovono e delle ragioni che li inducono a muoversi; la trama invece è il semplice racconto condensato dei fatti che accadono in una storia o, nel nostro caso, poiché quella storia non è ancora stata scritta, dei fatti che dovranno accadere perché quel racconto esista davvero».
Ritieni più importante avere in mente l’idea per una buona storia o sapere scrivere bene?
La forza della scrittura è importante, ma senza una trama valida cosa racconti?
Se ci pensi, avrai notato che la maggior parte dei lettori rimane più colpita dalla storia che legge piuttosto che dallo stile con cui è scritta.
Iniziare a scrivere un libro è il momento più difficile per tutti gli autori esordienti: frullano in testa tante idee, varie possibili storie, ma ci si chiede se sono davvero interessanti, oppure se si tratta di qualcosa di scontato e già proposto.
Come scegliere l’idea per una buona storia?
Se analizziamo con attenzione le trame dei romanzi più famosi, possiamo notare che in molti casi si tratta di storie con tratti comuni, ma è il modo in cui sono raccontate che le rende avvincenti.
Approfondirò questo aspetto quando affronterò le tipologie di trama. Ma voglio fare subito un esempio. John Garnder ne “Il mestiere dello scrittore” dichiara: «La buona narrativa scatena […] un sogno vivido e ininterrotto nella mente del lettore». E qualche pagina dopo aggiunge: «In quasi tutta la buona narrativa, la struttura base – pressoché inevitabile – della trama è: un personaggio principale vuole qualcosa, persegue il suo obbiettivo malgrado le opposizioni (compresi forse i suoi stessi dubbi) e così giunge ad una vittoria, ad una sconfitta o al niente di fatto».
Prova a ridurre a questo schema gli ultimi romanzi che hai letto. Rientrano nella casistica citata da Gardner?
Se vuoi puoi scrivere nei commenti al post quali romanzi secondo te rispondono a questa essenziale semplificazione.


Il criterio con cui scegliere l’idea, quindi, non è la peculiarità bensì la vostra capacità di rendere coinvolgente la storia che nasce da quell’idea. Quanto la sentite vostra. Quanto vi affezionate a essa, e man mano che la elaborate nella mente, la scomponete, la modificate, ci giocate, sentite sempre più forte il bisogno di metterla nero su bianco.
Ma facciamo un passo indietro: come nasce e si alimenta l’idea giusta, quella che ci conquista?
In realtà non esistono tecniche precise, ma semplici suggerimenti per individuare il nucleo attorno al quale si svilupperà la nostra idea. Innanzitutto dovremmo abituarci ad annotare con precisione descrittiva tutto ciò che ci colpisce: una frase sentita per strada, una scena a cui assistiamo, un sogno che ci ha turbato o emozionato, un ricordo del passato che torna improvvisamente alla mente, e così via. Dopo qualche giorno rileggiamo i nostri appunti e proviamo a fantasticare su uno di questi input: se lentamente l’idea di una storia si fa strada abbiamo trovato il nucleo giusto.

( Photo by Danielle MacInnes on Unsplash )

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