Carla Casazza/ 6 Marzo, 2020/ Comunicazione/ 0 comments

L’hashtag è quella “etichetta” preceduta dal simbolo # (cancelletto) che trovi in fondo ai post in molti social. Indica le parole chiave relative a un post, o gli argomenti di cui tratta, e serve per fare ricerche tematiche attraverso – appunto – parole chiave. Se usato bene, quindi, può portare nuovi lettori verso i tuoi contenuti e accrescere i tuoi follower.
Ma facciamo un esempio pratico: se su Instagram o Twitter digitiamo #narrativa, ci verranno proposti tutti i post relativi a questo hashtag. Se scriviamo #narrativaitaliana la ricerca diventerà più precisa e lo sarà ancora di più con #narrativaitalianacontemporanea.
Queste chiavi di ricerca, la cui etimologia deriva dalle parole inglesi hash (cancelletto) e tag (etichetta), non hanno la stessa importanza in tutti i social. Su Instagram e Twitter sono essenziali e rientrano nei fattori che determinano la migliore riuscita di un post, l’uso su LinkedIn è consigliato e anche su Youtube è molto utile usarli. Per quanto riguarda FB, invece, le opinioni degli esperti sono contrastanti: c’è chi consiglia di utilizzarli e chi sostiene che non hanno praticamente nessuna influenza positiva sull’algoritmo e, anzi, alcuni studi dimostrano che i post con gli hashtag ricevono meno interazione di quelli senza.
Quanti usarne per ogni post? Forse hai notato che su Instagram, in particolare, c’è chi ne utilizza tantissimi, anche una ventina. Io sono per la moderazione quindi meglio pochi hashtag (fino a una decina) precisi e circostanziati, che una lista eterna con parole chiave molto generali. Per esempio, devo scegliere gli hashtag per un post che contiene la recensione di Lezioni americane di Italo Calvino. Comincerò con un generico #libri, circostanzierò maggiormente l’argomento con #libridaleggere oppure #ticonsigliounlibro, aggiungerò #lezioniamericane e #italocalvino (non solo #calvino perché potrebbe essere confuso col teologo Giovanni Calvino), posso arricchire l’elenco con #storiadellaletteratura (perché anche gli autori per lui contemporanei a cui si riferisce ormai fanno parte della storia della letteratura), #saggistica, #saggisticaletteraria, e così via.
Ma la cosa più importante è scriverli correttamente. # seguito dalla parola chiave o le parole chiave. Nel secondo caso vanno tutte insieme, senza spazi e ulteriori cancelletti. Mi è capitato di vedere gente che invece dell’hashtag #ticonsigliounlibro scrive #ti #consiglio #un #libro. Operazione inutile e che rivela che non ne hanno compresa la funzione.
Attenzione anche a simboli come % oppure + che nella maggioranza dei social non vengono considerati. Quindi scriverai #100per100 e non #100%, oppure #servizioplus non #servizio+
Se vuoi che gli hashtag che usi siano davvero efficaci, ti consiglio di testarli nel campo ricerca del social in cui li vuoi usare: se su Instagram cerchi #leggerefabene ottieni più di 186.000 risultati, se digiti #leggereunlibrofabene solo 6. Magari tu avresti usato il secondo, invece scopri che è molto più efficace il primo.
Durante miei corsi e le mie consulenze consiglio di individuare le parole chiave più ricorrenti nei tuoi post, effettuare la ricerca di cui ho appena parlato e annotarsi in un file gli hashtag che ti possono tornare utili più spesso. Risparmierai tempo non dovendo ripetere la ricerca ogni volta che pubblichi un post.

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